Bio

roberto scappin paola vannoni

Roberto Scappin e Paola Vannoni fondano nel 2003 a Rimini quotidiana.com

La ricerca di un proprio linguaggio si intreccia al percorso di produzione dei testi.

 

L’identità politica del loro teatro è la costante in una ricerca estetica e di linguaggio che
procede nell’essenzialità, mai nel rifiuto, della parola. Un teatro che vuole amplificare lo
sgomento di questo nostro esistere, affrontare le cose da un punto di vista scomodo, a
partire da ciò che non è considerato corretto nemmeno pensare.

 

Nel 2008, con la Trilogia dell’inesistente, la compagnia esprime compiutamente la propria cifra
artistica. Il Primo episodio della Trilogia, Tragedia tutta esteriore, vince il premio Stefano
Casagrande – Teatri di Vita, Bologna. I testi della Trilogia dell’inesistente (che comprendono
anche Sembra ma non soffro e Grattati e vinci) sono pubblicati da L’Arboreto Edizioni, Mondaino.

 

Dal 2008 la compagnia ha prodotto circa venti spettacoli.

 

Un percorso di ricerca e sperimentazione che prosegue nel solco di una scrittura dialogica fatta di
domande e risposte, temperature surreali e comiche che hanno un valore politico, perché si
inseriscono nei nodi gordiani dell’etica, dell’estetica e, più in generale, dei dilemmi esistenziali. E
che cerca una sua cifra espressiva nella stilizzazione dei due personaggi dialoganti, nella loro
recitazione pacata ma “sorniona”, apparentemente immobile ma icastica, che amplifica l’effetto
straniante e ironico dei loro testi.

 

Nel 2019 la compagnia ha presentato alla Biennale Teatro di Venezia, nella direzione di Antonio
Latella, un segmento della propria produzione.

 

Le successive produzioni:

  • 2013 Opere di omissione – (la mafia non esiste)
  • 2014 L’anarchico non è fotogenico – 1° capitolo di Tutto è bene quel che finisce
    (coproduzione Armunia-Festival Inequilibrio) Il lavoro è stato segnalato al Premio UBU 2014 come
    migliore novità e nuovo progetto drammaturgico italiano da Tommaso Chimenti, Graziano
    Graziani, Gigi Giacobbe e da Renato Palazzi nei premi speciali “per il singolare percorso
    drammaturgico-interpretativo”.
  • 2015 Io muoio e tu mangi – 2° capitolo di Tutto è bene quel che finisce (coproduzione Armunia-Festival Inequilibrio) Il lavoro è stato segnalato al Premio UBU 2015 da Renato Palazzi come migliore novità e nuovo progetto drammaturgico italiano con la seguente motivazione: Per il personalissimo percorso di scrittura gelida e pungente – modellata sulla vacuità della loro recitazione, spinto oltre e quasi rovesciato in Io muoio e tu mangi.
  • 2016 Lei è Gesù – 3° capitolo di Tutto è bene quel che finisce (coproduzione Armunia-Festival Inequilibrio)
  • 2016 Santa Pazienza – dì qualcosa di sinistro (coproduzione Armunia-Festival Inequilibrio)
  • 2016 sPazzi di vita – la follia non è un refuso (coproduzione Fondazione Orizzonti d’arte, Chiusi)
  • 2017 Monopolista (coproduzione Kronoteatro)
  • 2018 Episodi di assenza1_scienza vs religione (coproduzione Armunia-Festival Inequilibrio |Kronoteatro) In questo progetto si è ampliata la base artistica della compagnia con l’inserimento di tre attori intercettati nei laboratori condotti presso il Teatro delle Moline di Bologna e PimOff di Milano: Roberto De Sarno, Pietro Piva e Antonella Spina.
  • 2019 Il racconto delle cose mai accadute (coproduzione Kronoteatro – debutto Biennale Teatro Venezia)
  • 2020 TABÙ – Ho fatto colazione con il latte alle ginocchia (coproduzione Teatro della Caduta, Torino)
  • 2021 END-TO-END Un necessaria, straziante illusione di intimità – (progetto misto digitale/dal vivo)(coproduzione Kronoteatro)
  • Nel 2021 ha realizzato per Rai Radio3 il radiodramma originale dal titolo Dialogo al limite del volto.
  • Nel 2022 con Titivillus ha pubblicato i testi della seconda Trilogia Tutto è bene quel che finisce.
  • 2022 A casa, bambola! da Casa di bambola di H. Ibsen (coproduzione Ert/Teatro Nazionale, Teatro della Caduta)
  • Sempre nel 2022 ha vinto il Premio Dante Cappelletti di Tuttoteatro.com con I greci, gente seria! Come i danzatori
  • 2024 Algoritmo d’autore, secondo capitolo della Trilogia sul vedersi vivere “7 note in cerca in cerca d’autore” realizzata in coproduzione con ERT, Teatro Nazionale.
  • 2025 ha debuttato a Kilowatt Festival la produzione Marcia, democrazia! -Composizione per un tempo venturo.
  • Sempre nel 2025 vince il Premio “Dante Cappelletti” di Tuttoteatro.com con Vorrei morire non so come fare.

Laboratori:
La compagnia ha condotto laboratori teatrali e di scrittura scenica presso la propria sede con utenti adulti che si sono conclusi con l’incontro pubblico in forma compiuta.

Ha inoltre condotto dal 2011 al 2013 un laboratorio con gli utenti della comunità per sofferenti psichici Edith Stein di Poggio Berni (RN) e con gli utenti del dipartimento di salute mentale
dell’Ospedale di Santarcangelo di Romagna.

In varie zone d’Italia ha condotto laboratori di drammaturgia dal titolo “Santa pazienza_ dì
qualcosa di sinistro”, “Penso dunque sogno” e “Non dormire sugli allora” che propongono la
medesima modalità di scrittura scenica utilizzata dalla compagnia per la produzione dei propri
testi.

 

Roberto Scappin nato a Torino, dopo un decennio impegnato in produzioni tra gli altri con il
Gruppo della Rocca e il Teatro degli Incamminati, mette in discussione il teatro di tradizione da cui
proviene. Dopo la frattura dalla professione e dal territorio torna a dedicarsi al teatro da un’altra
prospettiva, ricostruendo un percorso sulle basi di un ideale artistico chiaro e scomodo: sollecitare
una riflessione sui temi che, da sempre, scatenano divisioni: amore, religione, potere.

 

Paola Vannoni nata a Rimini, fonda le sue basi artistiche prevalentemente sulla scrittura che
approfondisce attraverso corsi di drammaturgia, sceneggiatura, scrittura comica.
Il passaggio al teatro avviene dall’incontro con Marco Baliani nelle “Antigoni della terra” (Bologna,
1992), a cui partecipa nel gruppo dei danzatori. Un’esperienza di teatro politico che connoterà il
suo futuro percorso, mai disgiunto da una chiara consapevolezza della responsabilità dell’arte.