spettacoli teatrali

END-TO-END
Una necessaria struggente straziante illusione di intimità

TABÙ Ho fatto colazione con il latte alle ginocchia QuotidianaCom

ideazione e testi  Scappin/Vannoni
collaborazione ai testi WhatsApp Michele Montanari
produzione quotidianacom/Kronoteatro
con Roberto Scappin, Paola Vannoni
con il sostegno di Regione Emilia Romagna
e di L’arboreto Teatro Dimora/ La Corte Ospitale Centro di Residenza Emilia-Romagna
e Comune di Rimini
grazie a Santarcangelo dei Teatri/Sala Il Lavatoio

 

Portare la tenerezza
la pietà
la cattiveria
a livelli di trasparenza estrema
come se vi passasse attraverso una luce.

 

Attraverso un dispositivo di messaggistica istantanea come WhatsApp, che utilizza la crittografia end-to-end come sistema di comunicazione cifrata nel quale solo le persone che dialogano possono visualizzare i messaggi,  tentiamo la scrittura di un’intimità che proprio nel dispositivo si svela, sottratta dall’imbarazzo dello sguardo.
Uno sprofondamento nell’interiorità, dove rovinosamente ci si destreggia con ironia, barattando l’angoscia con la condivisione di uno psicofarmaco o di un ecodoppler, con la libertà illusoria di essere cangianti e irreali come un sogno.
END-TO-END è una staffetta filosofica svogliata e dissacrante, dialoghi a distanza tra solitudini, disorientamenti, poetiche disillusioni e ironiche frustrazioni,  in questi tempi distorti e anomali che, paradossalmente, ci mettono in comunicazione soprattutto con noi stessi.
Ma è anche una staffetta dell’umano con lo strumento tecnologico, e sulla capacità di quest’ultimo di contenere e digerire una debordante carica emotiva senza esserne a sua volta coinvolto in un delirante cortocircuito di ruoli.
In scena il video riproduce lo strumento che via via si smaterializza e amplifica la dimensione immaginaria; i corpi sono apparizioni, proiezioni di velleità inquiete che si dibattono in un “non essere”, corpi che incarnano e si sovrappongono ai dialoghi, in un intreccio di recalcitranti confessioni, abbandoni e negazioni.
END-TO-END è il tentativo di far “brillare”, come una mina inesplosa, la parte più nomade e indisciplinata del pensiero. Con lo sguardo sempre vigile sull’opzione “cancella messaggio”.
E come in una favola ma solo per finta, in cerca del lieto fine.

 

Seguici su Facebook