spettacoli teatrali

C’è vita nella mente?

un progetto di quotidiana.com
con il sostegno di Provincia di Rimini, Regione Emilia Romagna
con Roberto Scappin e Paola Vannoni

Non vorremmo condannarci a dover dire cose straordinarie. Le menzogne sono strordinarie, come la propaganda. Non vorremmo sembrare gli attori cretini che sfaccendano sulla scena planetaria. Non vorremmo essere "contemporanei".
Non vorremmo dover cercare a tutti costi un benessere, e dover fare la narrazione di impopolari politiche poetiche.
Non vorremmo condannarci ad avere fascino e successo.
Non vorremmo più provare la nevrosi del fastidio, non vorremmo essere i presuntuosi che si fingono bonari, i verbosi, gli insicuri e disinvolti fino all'intolleranza, i compunti e i detestabili.
Cosa vorremmo fare.
Vogliamo stare senza essere "degustati"...
Vogliamo perderci un po' di più...
dire l'insensato della nostra condizione e solitudine...
accanirci contro ogni connessione ovvia...
limitare la comunicazione, che è corruzione.
Vorremmo essere fervidi, vandalici, nella parola,
i fratellini sconnessi di Oscar Wilde.
Vorremmo suscitare la tenerezza dei cinici.
Cosa sarà…
Un teatro senza spettacolo. Un oblio di noi.
L'inanità di questo lavoro potrebbe assicurargli un’esistenza.
La religione chiamata cultura ci rende stupiti, stupidi. Domani uguale e sempre, il solito giochino del giornalismo, il solito politico corrotto, i soliti patti, i soliti ricatti, la solita mafia, il solito disprezzo.
Non saremo alla portata di tutti.
Melò vuol dire soltanto melodia.

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