rassegna stampa

Episodi di assenza 1 - PRIMA CHE ARRIVI L’ETERNITÀ: scienza vs. religione

 

"Derive e approdi di un teatro al largo. Il noi nei festival di mezza estate: Santarcangelo, Kilowatt e Terreni Creativi"

 [...] Un caso tutto particolare è infine Episodi di assenza 1.Scienza vs Religione dei Quotidianacom, presentato in tre snelle sezioni di venti minuti a Terreni Creativi (quest’anno con una rosa di spettacoli molto più legati fra loro, forse non altrettanto riusciti o arditi), favorendone così la complessità drammaturgica.
Il contrasto culturale è noto: «noi», occidentali-europei, figli convinti del razionalismo e eredi confusi del Cristianesimo, abbiamo un problema irrisolto con tutto ciò che non è spiegabile o non ancora spiegato. Ma com’è tipico della compagnia romagnola, il punto non è mai il cosa viene trattato ma il come. Caustici, ironici, beffardi, perennemente stanchi, esausti, quasi indifferenti a ciò che dicono, i cinque attori in scena, canottiera e pantaloni bianchi, con le loro cinque grandi palle che girano, da fitness, sono una sorta di putti decaduti—in palestra: la loro è una ginnastica socratica.
Montano e smontano dogmi e convinzioni con l’irriverenza dei distratti, pasticciando in continuazione con l’immaginario pop, perché in fondo quando si parla di questi temi nella vita di tutti i giorni non è che ci sia poi tutta questa grande preparazione. Scienza e Religione diventano due sistemi di fede contrapposti: stai con noi o con loro? Che i quotidiana siano schierati o meno poco importa, perché il dato ancora più rilevante è che mentre insistono in questa decomposizione mordace, intanto stanno decomponendo la certezza stessa di ciò che dovrebbe essere uno spettacolo: e puntualmente ogni azione freddura o scambio di battute cade nel vuoto (di un presente sordo).
• Dobbiamo proprio cominciare?
» Si può fare senza inizio?
• Come si fa?
» Si entra, si dice: “Vi siete persi l’inizio”.
Interrogarsi su scienza e religione attraverso un processo di de-strutturazione, dopotutto, è una maniera, non ideologica, critica, di ricercare un principio—visto che il presupposto di questi «noi» contemporanei – antagonistici e litigiosi, arroganti e pacchiani – sa di modernismo consunto e stantio, posticcio. Stiamo facendo del nostro meglio per ereditare il peggio del passato.

(Giulio Sonno, Paper Street,  2 settembre 2018)

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Terreni creativi 2018

[…] A proposito di filo rosso, le tre giornate del Festival sono state attraversate da questa sorta di “striscia quotidiana” (appunto) che con ironia e curiosità si interrogava sul rapporto tra scienza e religione, cioè su quale fosse in fondo il più sincero tramite del sacro, dalla metafisica all'esistenza. Drammaturgia secca e suggestiva, in un certo qual modo debitrice del teatro dell'assurdo ma anche di quei “luoghi comuni” popolari che accompagnano il nostro transito tra leggerezza e scavo intimo. Tra putti barocchi e coro greco, l'immagine di una polis perduta perché ha perduto il sacro. Bravi come di consueto i protagonisti che ad ognuna delle tre “strisce” danno un titolo suggestivo (“precipitevolissimevolmente”, “spara”, “l'apparenza inganna: l'apparizione anche”).

(Maria Dolores Pesce, Dramma.it, agosto 2018)

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Primavera dei Teatri 2018, dove fiorisce il teatro contemporaneo

“Nuovi linguaggi della scena contemporanea” è il motto che accompagna il Festival Primavera dei Teatri (27 maggio – 2 giugno), per la direzione artistica di Dario De Luca e Saverio La Ruina e per la direzione organizzativa di Settimio Pisano.
[…]  Quotidiana.com– Episodi di assenza 1. Prima che arrivi l’eternità – scienza vs. religione – Vestiti di bianco e rimbalzando su delle palle di gomma Roberto De Sarno, Pietro Piva, Roberto Scappin, Antonella Spina, Paola Vannoni interpretano, con intelligente sarcasmo, un dibattito sul senso della religione, interrogandosi sulla sua origine e la sua funzione, esprimendola tramite una riflessione profonda con umorismo satirico, senza mai cadere nel ridicolo.

Il corpo e il movimento, come rappresentanti della scienza, hanno un ruolo fondamentale nello spettacolo. Infatti,  il gruppo di attori dà vita a gustosi intermezzi coreografici – sulle note ad esempio degli Arctic Monkeys o dei CCCP Fedeli alla linea – uno spettacolo che è di fatto una prova interessante di filosofia umoristica.

(Giordana Marsilio, Paneacqua culture, 5 giugno 2018)

 


 

(Masolino d'Amico, 3 giugno 2018, La Stampa)

 


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