rassegna stampa

Episodi di assenza 1 - PRIMA CHE ARRIVI L’ETERNITÀ: scienza vs. religione

 

In tutti i precedenti spettacoli della compagnia riminese quotidianacom avevamo visto trattare in modo disincantato alcuni temi profondi della nostra esistenza, dall’eutanasia alla vera consistenza dell’inesistente. In scena sempre i soli Roberto Scappin e Paola Vannoni, impegnati nel loro teatro minimalista, formato da battute e aforismi al limite del paradosso, interrotti solo da piccoli gesti.
In questo nuovo spettacolo Episodi di assenza1. Prima che arrivi  l’eternità: scienza vs religione, li vediamo insieme ad altri tre compagni di viaggio, Roberto De Sarno, Pietro Piva e Antonella Spina, dissertare sul senso della religione, confrontandola con la scienza, utilizzando ovviamente sempre la loro arma preferita, il sarcasmo.  Come putti danzanti, impertinenti e irriverenti, muovono grandi palle, simili a mondi, intonando canti sacri e profani, da Händel ai Cccp. Fedeli alla linea, contrapponendosi con frasi brevi che propongono ipotesi e soluzioni alternative tra loro, alludono nel contempo a doppi sensi per alleggerire la profondità degli assunti proposti.
Ѐ davvero necessaria la religione per vivere in modo onesto e producente la nostra vita? E oggi, più che mai, con il progredire della scienza, ha ancora senso credere e avere fede? È un continuo battere e ribattere tra tesi contrastanti, tra pensiero laico e pensiero trascendente, tra verità perfettibili e verità immutabili, dove ognuno ha le sue ragioni e i suoi torti che vengono rigettati, come in un ping pong di sapore iniziatico, sul pubblico.
Ѐ dunque ancora una volta un teatro importante, che pone domande senza univoche risposte, quello unico e originale dei quotidianacom, dove forse il tentativo di ampliare il numero degli attori  è ancora immaturo e non ha trovato una cifra del tutto convincente, ma dove la strada è segnata e, secondo noi, fervida di possibilità.

(Mario Bianchi, Hystrio n. 4 ottobre-dicembre 2018)

 


"Derive e approdi di un teatro al largo. Il noi nei festival di mezza estate: Santarcangelo, Kilowatt e Terreni Creativi"

 [...] Un caso tutto particolare è infine Episodi di assenza 1.Scienza vs Religione dei Quotidianacom, presentato in tre snelle sezioni di venti minuti a Terreni Creativi (quest’anno con una rosa di spettacoli molto più legati fra loro, forse non altrettanto riusciti o arditi), favorendone così la complessità drammaturgica.
Il contrasto culturale è noto: «noi», occidentali-europei, figli convinti del razionalismo e eredi confusi del Cristianesimo, abbiamo un problema irrisolto con tutto ciò che non è spiegabile o non ancora spiegato. Ma com’è tipico della compagnia romagnola, il punto non è mai il cosa viene trattato ma il come. Caustici, ironici, beffardi, perennemente stanchi, esausti, quasi indifferenti a ciò che dicono, i cinque attori in scena, canottiera e pantaloni bianchi, con le loro cinque grandi palle che girano, da fitness, sono una sorta di putti decaduti—in palestra: la loro è una ginnastica socratica.
Montano e smontano dogmi e convinzioni con l’irriverenza dei distratti, pasticciando in continuazione con l’immaginario pop, perché in fondo quando si parla di questi temi nella vita di tutti i giorni non è che ci sia poi tutta questa grande preparazione. Scienza e Religione diventano due sistemi di fede contrapposti: stai con noi o con loro? Che i quotidiana siano schierati o meno poco importa, perché il dato ancora più rilevante è che mentre insistono in questa decomposizione mordace, intanto stanno decomponendo la certezza stessa di ciò che dovrebbe essere uno spettacolo: e puntualmente ogni azione freddura o scambio di battute cade nel vuoto (di un presente sordo).
• Dobbiamo proprio cominciare?
» Si può fare senza inizio?
• Come si fa?
» Si entra, si dice: “Vi siete persi l’inizio”.
Interrogarsi su scienza e religione attraverso un processo di de-strutturazione, dopotutto, è una maniera, non ideologica, critica, di ricercare un principio—visto che il presupposto di questi «noi» contemporanei – antagonistici e litigiosi, arroganti e pacchiani – sa di modernismo consunto e stantio, posticcio. Stiamo facendo del nostro meglio per ereditare il peggio del passato.

(Giulio Sonno, Paper Street,  2 settembre 2018)

vai all'articolo »

 


 

Terreni creativi 2018

[…] A proposito di filo rosso, le tre giornate del Festival sono state attraversate da questa sorta di “striscia quotidiana” (appunto) che con ironia e curiosità si interrogava sul rapporto tra scienza e religione, cioè su quale fosse in fondo il più sincero tramite del sacro, dalla metafisica all'esistenza. Drammaturgia secca e suggestiva, in un certo qual modo debitrice del teatro dell'assurdo ma anche di quei “luoghi comuni” popolari che accompagnano il nostro transito tra leggerezza e scavo intimo. Tra putti barocchi e coro greco, l'immagine di una polis perduta perché ha perduto il sacro. Bravi come di consueto i protagonisti che ad ognuna delle tre “strisce” danno un titolo suggestivo (“precipitevolissimevolmente”, “spara”, “l'apparenza inganna: l'apparizione anche”).

(Maria Dolores Pesce, Dramma.it, agosto 2018)

vai all'articolo »

 


 

Primavera dei Teatri 2018, dove fiorisce il teatro contemporaneo

“Nuovi linguaggi della scena contemporanea” è il motto che accompagna il Festival Primavera dei Teatri (27 maggio – 2 giugno), per la direzione artistica di Dario De Luca e Saverio La Ruina e per la direzione organizzativa di Settimio Pisano.
[…]  Quotidiana.com– Episodi di assenza 1. Prima che arrivi l’eternità – scienza vs. religione – Vestiti di bianco e rimbalzando su delle palle di gomma Roberto De Sarno, Pietro Piva, Roberto Scappin, Antonella Spina, Paola Vannoni interpretano, con intelligente sarcasmo, un dibattito sul senso della religione, interrogandosi sulla sua origine e la sua funzione, esprimendola tramite una riflessione profonda con umorismo satirico, senza mai cadere nel ridicolo.

Il corpo e il movimento, come rappresentanti della scienza, hanno un ruolo fondamentale nello spettacolo. Infatti,  il gruppo di attori dà vita a gustosi intermezzi coreografici – sulle note ad esempio degli Arctic Monkeys o dei CCCP Fedeli alla linea – uno spettacolo che è di fatto una prova interessante di filosofia umoristica.

(Giordana Marsilio, Paneacqua culture, 5 giugno 2018)

 


 

(Masolino d'Amico, 3 giugno 2018, La Stampa)

 


Seguici su Facebook